Questo programma è sicuramente un pò meno intuitivo di Rapget, però ha sicuramente molte più funzioni. E’ scritto in java e quindi è multipiattaforma. Dopo averlo scaricato posizionamo il file nella nostra Home.
Il programma si aggiorna da solo ed ogni volta richiede un riavvio. JDownloader ha anche un sistema di plugins che estendono le funzionalità del programma. Il meccanismo di funzionamento alla base è lo stesso di Rapget: si aggiungono una serie di links e poi si avvia il programma al download, al resto ci pensa lui.
Questo programma nasce per Windows ma può essere eseguito su gnu-linux tramite wine e vi posso garantire che funziona impeccabilmente senza nessun errore. L’unica scocciatura possono essere le notifiche che appaiono sullo schermo quando per esempio aggiungiamo un download oppure quando quest’ultimo viene terminato. Una volta scaricato per scompattarlo abbiamo bisogno di unrar. Consiglio di copiare la cartella del programma e di renderla nascosta.
Quindi assumendo che lo abbiate scaricato(al momento in cui scrivo esiste la versione 1.41) e posto il file nella vostra Home date:
Il programma è molto intuitivo e aspetta solo che voi aggiungiate i vari links e premiate il tasto “Play“.
Conclusioni
Quale dei due programmi consiglio? Sicuramente JDownloader. Entrambi hanno un ottimo sistema di controllo remoto via web, però in quanto a funzionalità JDownloader batte nettamente Rapget. Di JDownloader trovo molto utile anche la funzionalità di riunire i files in un unico file automaticamente(HJSplit) e anche lo scompattamento automatico di archivi.
Può capitare di avere fra le mani dei cosiddetti files splittati. Per riunirli non c’è bisogno di ricorrere a software proprietario come HJSplit(disponibile anche per gnu-linux in versione freeware). I files che intendo io hanno in genere termine con .001, .002, .003, e così via. Non ha importanza l’estensione vera e propria, infatti quest’ultima viene poi ricostruita dall’utente. Quindi supponiamo di avere nella nostra home una cartella che contiene tutti questi files. Per prima cosa dobbiamo spostarci qui:
L’asterisco è necessario per non dover ripetere prima del segno “>” tutti i nomi dei files splittati(sarebbe una vera noia). Ovviamente una volta terminata la ricucitura i files con estensione .00X possono essere rimossi.
Ho creato un piccolo programmino da eseguire nel terminale(script) per “abbellire” Ubuntu Hardy Heron e personalizzarla con i pacchetti che io reputo necessari.
In particolare questo script…
Scarica e aggiunge le chiavi GPG di repositories non ufficiali.
Sostituisce il sources.list originale con uno modificato da me contenente repositories non ufficiali. Ovviamente il sources.list originale viene anche conservato.
Installa pacchetti (secondo me) necessari.
Scarica alcuni fonts presenti sul MacOs e Windows.
Scarica il tema Royal di Windows XP per le finestre di Wine.
Per far partire il programma consiglio di munirsi di una buona e stabile connessione. Ad ogni domanda del programma bisogna rispondere sempre “Si” o “Yes” a secondo dei casi. Vi sarà chiesto all’inizio di inserire la password di root. Il processo potrebbe durare anche molto tempo(dipende dalla velocità della vostra connessione).
cd ~
wget http://garret.netsons.org/files/scripts/hardy/garret
chmod +x garret
./garret
Dalla versione 0.4 il programma è stato reso più “automatico” rispondendo per voi ad alcune domande ed autoeliminandosi una volta terminato .
PS:Non mi assumo nessuna responsabilità del malfunzionamento dello script. Siete liberi di modificarlo e ridistribuirlo a vostro piacimento, l’importante è che me lo fate sapere lasciando un commento.
Ho creato una lista di repositories con molti pacchetti aggiuntivi(Awn, Exaile, Deluge, VirtualBox, Wicd, Skype, Google Earth, e tanti altri ancora) e pacchetti sempre aggiornati all’ultima versione(aMule, Wine, codecs e fonts). Per averne un’anteprima cliccate qui, oppure per mettere questo soucres.list seguite questa semplice procedura:
cd ~
wget http://garret.netsons.org/files/sources/hardy/sources.list
sudomv/etc/apt/sources.list /etc/apt/sources-backup.list
sudomv ~/sources.list /etc/apt/
Prima però di procedere ad aggiornare la lista consiglio di aggiungere le chiavi. Prima di ogni stringa deb ho scritto quali comandi dare. Non tutti i repositories hanno una chiave. Una volta terminata l’aggiunta per aggiornae la lista dei pacchetti scrivete: